Come mai la prolattina, l’ormone che nel corso della gravidanza prepara la ghiandola mammaria all’allattamento, svolge un ruolo protettivo dai sintomi della sclerosi multipla?
A questa domanda risponde uno studio canadese, dell’Università di Calgary, pubblicato sul Journal of Neuroscience (2007; 27: 1812-1823).
Partendo dall’osservazione che nei nove mesi di gestazione le ricadute della SM diminuiscono, i ricercatori hanno cercato di stabilire quale fosse il ruolo della prolattina somministrandola a un gruppo di cavie gravide e affette da encefalite autoimmune, la forma di sclerosi multipla nel modello animale.
Dai risultati emerge che la gravidanza – e nello specifico la prolattina – stimola nelle cavie la sintesi di oligodendrociti (le cellule che producono la mielina) favorendo l’integrità delle fibre nervose.
I ricercatori hanno anche provato a eliminare la mielina dai nervi delle cavie vergini sottoponendole a un trattamento con la prolattina. Anche in questo caso, dopo due settimane, la mielina si è ricostituita. Samuel Weiss, direttore dell’Hotchkiss Brain Institute all’Università di Calgary e autore senior dello studio, conclude che la prolattina potrebbe essere sperimentata nelle persone con SM come sostanza stimolante la riparazione della mielina.
11 Luglio 2009 a 9:08 am
buongiorno
qualcuno mi sa indicare se in italia esiste un medico od una struttura clinica che effettua delle sperimentazioni con la prolattina per noi affetti da sm
grazie